
tiziana selva


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NELLO SPETTRO
Secondo stime recenti, circa l'1% della popolazione mondiale presenta disturbi dello spettro autistico. In Europa la percentuale è di circa il 6%, in Nord America il 9%, in Oceania il 5%. I dati dell’Osservatorio Nazionale sull’Autismo in Italia parlano di 1 bambino ogni 77. Le variazioni nelle stime possono essere parzialmente dovute alle differenti modalità di individuazione e raccolta dei dati, e loro processazione.
All’interno di questo “spettro”, possiamo trovare persone anche molto diverse fra loro: ad esempio persone molto eloquenti verbalmente e persone non in grado di parlare, persone che eccellono in alcuni campi e persone che presentano disabilità cognitive. In generale si può dire che chi è “nello spettro” condivide una difficoltà nella comunicazione ed interazione sociale, e pattern di comportamenti, attività ed interessi ristretti e ripetitivi. Vi è spesso anche una diversa processazione degli stimoli interni ed esterni per cui, ad esempio, alcune luci o suoni apparentemente ordinari possono risultare talmente insopportabili da doversi coprire occhi o orecchie, o anche da dover essere costretti ad allontanarsi dalla fonte del disturbo.
I bambini e gli adulti autistici, e le loro famiglie, vivono spesso un isolamento sociale, e difficilmente la loro realtà viene conosciuta. Alcune di queste famiglie mi hanno permesso di entrare nelle loro vite, e condividere le loro giornate. Sono stata con i bambini al parco, sono andata con i genitori a prendere i figli a scuola, ho atteso la fine delle sessioni terapeutiche, ho condiviso il pranzo e la cena. Ho vissuto insieme a loro la loro quotidianità, e si è creata una relazione. Questo lavoro ha preso forma e si è sviluppato nell’arco di due anni, seguendo il ritmo di ciò che di volta in volta nasceva da questi incontri.
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"È come se sotto il cielo passasse un tuono liberatorio: tutte le cose e le persone, gli adulti, i bambini, i giochi, gli animali, gli ambienti, i paesaggi, gli alberi, acquistassero lo stato naturale dell’innocenza che si svela dietro il dolore e le ferite.
In queste immagini si ritrova la pace, e si conosce, forse per la prima volta, un nuovo silenzio, un silenzio palpabile, che si può sentire, non solo ascoltare.
Un viaggio condotto con delicatezza infinita nel mistero dell’esistenza attraverso la luce della fotografia verso l’alterità e l’identità.”
Annamaria Bernucci
Storica e critica d'arte